Category / Solidarietà

#PeshawarAttack, 141 morti in Pakistan nell’attentato nella scuola

Scritto da diexx88 18 dicembre 2014 Società, Solidarietà

“Quando abbiamo sentito i primi spari provenire dall’esterno dell’aula siamo rimasti tutti paralizzati, in silenzio. La porta si è spalancata con un botto: hanno fatto irruzione e hanno iniziato a sparare raffiche. Su tutti, sugli studenti e sui professori. È morto anche un bambino di due anni. Lo aveva portato in classe uno dei nostri colleghi”

“Gli studenti stavano festeggiando un esame appena sostenuto. In quel momento è iniziato l’attacco. Il gruppo era composto da sei-sette persone. Uno si è fatto esplodere e ha provocato una carneficina. Giravano per le classi. Entravano e sparavano. Su tutti. Anche sui bambini. Quando siamo riusciti a uscire abbiamo visto i corpi dei nostri compagni nei corridoi. Erano vivi ma sanguinavano. Ad alcuni hanno sparato tre, quattro volte.”

“Hanno bruciato viva una maestra. Le hanno cosparso il corpo di benzina e le hanno dato fuoco. Era in classe con dei bambini delle elementari. Li hanno obbligati a guardare”

“Eravamo nell’auditorium. C’erano tutti ragazzi tra i 16 e i 20 anni. Si sceglieva il tipo di corso di laurea. decidevamo il nostro futuro. Il commando di Taliban ha fatto irruzione. Molti indossavano pantaloni e scarpe militari. Qualcuno ha gridato di nasconderci dietro i pulpiti. I militanti hanno gridato Allah akbar! e iniziato a sparare sui più piccoli che assistevano alla cerimonia. Uno dei Taliban, ad un certo punto, ha urlato: «ci sono dei bambini sotto i banchi, andate a cercarli». Io ero steso a terra, il viso schiacciato sul pavimento. Mi fingevo morto. Ho visto due grandi stivali neri. Colpivano sotto i banchi per vedere se c’era qualcuno. Colpiva e sparava. Un altro militante mi ha sparato alle gambe, sotto il ginocchio. Due volte. Mi sono infilato il lembo della cravatta in bocca. Ho stretto i denti per non far uscire un solo grido di dolore. Ho chiuso gli occhi, sono rimasto immobile. Ho atteso, i passi pesanti che camminavano lungo l’emiciclo. Tremavo. La morte mi stava addosso. Con quegli stivaloni neri. Non li scorderò mai”.

Ormai non possono giustificare queste azioni nemmeno più con una presunta guerra santa.
La scuola colpita era islamica, hanno colpito loro stessi. La motivazione? Far soffrire le famiglie dell’esercito Pakistano così come soffrono le famiglie dei Talebani. Il tutto sparando a dei bambini.

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Tesseramento Emergency 2015

Scritto da diexx88 24 ottobre 2014 Solidarietà

“Una tessera è solo un rettangolo di carta, ma un rettangolo di carta che si trasforma in cure gratuite e di qualità per chiunque ne abbia bisogno, nei sei Paesi in cui stiamo lavorando. A guardarla, in effetti, un rettangolo di carta assomiglia molto a un mattone. Un altro mattone per costruire, insieme, Emergency”.

Cecilia Strada,
Presidente di Emergency

“Con Emergency. Per curare chi ne ha bisogno, senza discriminazioni” è la nuova tessera 2015. Fare la tessera di Emergency è un modo per sostenere concretamente le attività umanitarie dell’associazione e per ribadire l’importanza di un diritto fondamentale: quello a ricevere cure, gratuite e di qualità, quando se ne ha bisogno. Un diritto di tutti, senza distinzioni.

Da emergency.it/tessera

La tessera può essere sottoscritta questo weekend in alcune delle principali piazze delle più grandi città italiane.
Come sempre a seguito di una donazione minima di 12 euro se hai fino a 25 anni, di 30 euro se hai tra 26 e 64 anni, di 20 euro se hai 65 anni o più.

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#IceBucketChallenge, l’ennesima minchiata del web

Scritto da diexx88 28 agosto 2014 Società, Solidarietà

E’ da quando sono nato che in TV, sui giornali, per radio, sulle pubblicità nei mezzi pubblici fino nei gabinetti degli Autogrill, si trovano inviti a donare soldi ad associazioni più o meno conosciute con gli scopi più disparati.

Sono DECENNI che esistono le donazioni. Credevo non dovesse arrivare un tormentone su internet per fare aprire gli occhi alla gente. In particolare, dato che parliamo di SLA, sono anni che si sentono di raccolte fondi.
Ma si sa. L’essere umano ha il pressante bisogno di mettersi in mostra, di dimostrare un buonismo che non gli appartiene.

E parlando di falso buonismo da mostrare a tutti i costi, #IceBucketChallenge ha colpito nel segno.
Cheffigo prendersi la secchiata d’acqua, postare il video in rete e condividere lo screenshot della donazione! Tutti vedranno quanto sono cool!1!1!!! No ragazzi, non dovrebbe funzionare così.

Per una volta mi sono trovato d’accordo con una frase del Papa. E chi mi conosce sa che è un evento straordinario a dire poco.
Chi dona – non necessariamente soldi ma anche solo del tempo – a qualche associazione lo fa perchè si rivede nell’etica e nello scopo della stessa. Ha a cuore la causa e vuole contribuire nel proprio piccolo. Non lo fa mettendo sui Social Network lo screenshot della donazione. Al più pubblicizza la causa che sostiene, ma nessuno che dona qualcosa con il cuore e la voglia di fare ha mai messo online gli screenshot delle donazioni. NESSUNO.
Io non ho mai messo online un cazzo di niente, ma soprattutto non ho mai sentito il bisogno di sventolare in faccia alla gente quello che faccio. Non ho mai sentito il bisogno di dire Hey pagliacci, guardate quanto sono figo ed altruista.

Se ti senti di fare qualcosa, la fai. Non sempre è necessario mostrare qualcosa agli altri. Queste cose dovrebbero essere fatti per se stessi, per potersi dire che in mezzo alle milioni di ingiustizie nel mondo almeno non si è rimasti a guardare. Per potersi dire che quella decina di birre in meno che si sono comprate sono servite per salvare almeno una vita. E’ questo lo spirito che spinge le persone a donare dei soldi e il proprio tempo a delle associazioni.

Certo, se doveva arrivare un tormentone come #IceBucketChallenge per far raccimolare qualche soldo in più all’associazione ben venga. Ma #IceBucketChallenge ha messo in mostra ancora una volta la falsità e la mancanza totale di morale delle persone comuni e, come si usa dire, vip.

La cosa di sbandierare le proprie azioni ai quattro venti mi è sempre stata sul culo da anni. Un po’ come quando Totti donava migliaia di euro agli ospedali romani con tanto di assegno gigante, primari giornalisti e telecamere ben puntate per preparare il servizio serale nei TG nazionali, mentre Del Piero (ma anche Greggio e chissà quanti altri) donavano forse molti più soldi in completo riserbo. Le donazioni per rientro personale sono tra le cose più squallide che conosca. Poi oh ripeto, il mio è un discorso a livello di donatore, a livello di associazioni i soldi che entrano sono sempre soldi.

Che poi ironia, facciamo del bene sprecando ettolitri di acqua potabile! Fottesega della gente che muore di sete!

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