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L’Italia e gli stabilimenti balneari

Scritto da diexx88 27 agosto 2013 Estate, Società

Nuovo post della rubrica Diego vs The World.
Non vedevo l’ora che finissero le vacanze per fare un bel post su questo argomento!

Oggi scriverò qualcosa sull’ottima idea italiana di privatizzare le spiagge e di far nascere gli stabilimenti balneari!

Cos’è uno stabilimento balneare? Se leggete dall’Italia è impossibile che non sappiate cazzo siano. In breve diciamo che possono essere descritti come un ammasso più o meno grande e più o meno ordinato di ombrelloni e sdraio nella spiaggia, il tutto completato da un bar che vende solo ghiaccioli.

Poi forniscono all’utilizzatore una serie di servizi aggiuntivi come spogliatoi (cubi in lamiera arruginita, dispenser gratuiti di tetano) e bagni (cubi in lamiera arrugginita dal pavimento composto da una zuppetta di urina, sabbia e acqua marina). Se avete mai fatto caso, ci sono due tipi di persone che entrano in sti cubi di lamiera marcia: gli italiani, con stivali ai piedi e guanti in lattice e gli stranieri, tedeschi su tutti, che entrano scalzi e giocosi in quella poltiglia di urina e sabbia. Ragazzi, mettetevi le ciabatte per carità che poi morite tutti.

Comunque, non è l’ottimo igiene dei servizi che mi ha spinto a scrivere il post.
Oggi prendo come esempio la Liguria, perchè è la regione simbolo del problema di cui vado a parlare.

Ipotizziamo che abbiamo prenotato un albergo/bettola/pollaio a 90 euro a notte in Liguria. La mattina, sempre sperando di riuscire a trovare parcheggio e quindi a dormire in camera, ci svegliamo alla buon ora, prendiamo la nostra borsa, l’asciugamano e l’ombrellone e raggiungiamo il lungo mare.
Entriamo pure in un bar a fare una colazione tranquilla, tanto è presto… Che giornata perfetta cazzo!
Ora basta cazzeggiare e andiamo in spiaggia!
Iniziamo a girare e tutto quello che troviamo sono maledetti stabilimenti balneari che noleggiano le loro prestigiose strutture a noi turisti spendaccioni a 20 euro a giorno (quando va bene).
Dopo aver vagato per chilometri con le nostre borse, raggiungiamo la foce di un torrente/fogna ed ecco lì la spiaggia libera! 10 metri quadrati di argilla marcia in cui è possibile posare il culo a terra e tornare a casa con pidocchi ed infezioni il tutto senza pagare!
Ovviamente già alle 8 di mattina, i 10 metri quadrati di spiaggia sono già praticamente occupati. Riusciamo a farci spazio e a stendere un asciugamano.

Il dubbio che mi ha accompagnato per tutto la vacanza è stato questo: esiste una legge per gli stabilimenti balneari? E se sì, cazzo prevede?

Ho provato a fare un po’ di ricerche su Google e non ho trovato una normativa univoca statale per gli stabilimenti. Sembrerebbe che ci sia un regolamento base, soprattutto per quanto riguarda le concessioni, e poi ogni Regione, se non addirittura a livello comunale, decide che cazzo vuole. Se sbaglio mi corrigerete!

Ho trovato questo bellissimo pdf del comune di Loano che spiega un po’ come devono essere le spiagge. Ovviamente hanno peccato di una cosa fondamentale. La data del documento non esiste da nessuna parte. Lo prendo come aggiornato

Premessa
Nelle regioni costiere, in cui il turismo estivo e balneare rappresenta una delle principali
attività economiche, l’uso delle aree demaniali è stato sempre più diffusamente destinato
ad ospitare le funzioni necessarie al rafforzamento e alla qualificazione di questo tipo di
turismo. Così anche in Liguria.

Anche in Liguria? Maddai? Non l’avrei mai detto!

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2.Definizioni e tipologie
Ai fini demaniali, l’utilizzo balneare libero può essere esercitato nelle seguenti tipologie di
spiagge:
a) spiaggia libera: si intende per tale ogni area demaniale marittima non data in
concessione idonea per la balneazione e disponibile liberamente e
gratuitamente all’uso pubblico.
b) spiaggia libera attrezzata: si intende per tale ogni area demaniale marittima in
concessione a ente pubblico o soggetto privato3
che eroga servizi legati alla
balneazione direttamente o con affidamento a terzi. La spiaggia libera
attrezzata è caratterizzata da accesso libero e gratuito. Il concessionario deve
garantire i seguenti servizi minimi, che sono forniti gratuitamente:
1. pulizia
2. sorveglianza
3. salvamento
4. servizi igienici.

[…]

3.Rapporti tra spiagge libere e spiagge in concessione
In ogni Comune deve essere mantenuta una estensione significativa di spiaggia libera.
Il Comune, nella formazione del PUD, è tenuto ad identificare e motivare tale estensione,
in rapporto alla morfologia della costa nonchè alla qualità, dimensione e posizione degli
arenili complessivamente presenti nel territorio comunale.
Le delimitazioni tra aree in concessione a stabilimenti balneari, spiagge libere attrezzate e
spiagge libere dovranno essere realizzate con semplici strutture “a giorno” realizzate
preferibilmente in legno e corda che non precludano le visuali lungo la spiaggia; sono in
ogni caso vietate delimitazioni in rete metallica, cordoli in cemento con ringhiere, o in altri
elementi che producono analoghi “effetti barriera” che, se già esistenti, andranno
opportunamente sostituite.

E’ qua che vi volevo. In ogni Comune deve essere mantenuta una estensione significativa di spiaggia libera.
Questa frase non vuol dire un bel cavolo di niente. Una estensione significativa non definisce nulla. Può essere interpretata come 60% spiaggia in concessione e 40% spiaggia libera, ma anche (come nella maggior parte dei casi) 99% spiaggia in concessione e 1% spiaggia libera.
Inoltre non stabilisce la qualità della spiaggia libera. Basta che il comune definisca una zona del cavolo come lido e la assegni a spiaggia libera per aumentare in modo falso la proporzione.

Non sto a fare calcoli sul prezzo proposto dai gestori. Ovviamente se il canone per la concessione della spiaggia è estremo, i loro prezzi saranno estremi. Non servo io per dire che non tutti spendono 20 euro a testa a giorno per noleggiare un cazzo di ombrellone.
Non dovrei servire io per far capire che con tutte ste spiagge private non fanno altro che allontanare il turismo. Certo, perderebbero alcune entrate delle concessioni ma ne avrebbero altre dal commercio in generale e dal turismo in aumento. Il turista porta soldi, non è la concessione della spiaggia.
E tra l’altro, come mi disse una persona saggia, è come andare in montagna e trovare i prati privati!

Sicuro che in Liguria i miei soldi non li vedranno più.

Fool me once, shame on you. Fool me twice, shame on me

stabilimento balneare

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