Recensione album Taking Back Sunday – Tidal Wave

Scritto da diexx88 21 settembre 2016 Musica

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1. Death Wolf
2. Tidal Wave
3. You Cant Look Back
4. Fences
5. All Excess
6. I Felt It Too
7. Call Come Running
8. Holy Water
9. In The Middle Of It All
10. We Dont Go In There
11. Homecoming
12. I’ll Find A Way To Make It What You Want

Avevo già introdotto Tidal Wave quando avevo parlato di quel buonissimo tortino alle feci di bue muschiato quale è California, l’ultimo sudato lavoro dei blink-182.
I Taking Back Sunday li ascolticchiavo 10 anni fa (ormai sono abbastanza vecchio da poter usare 10 anni fa come reale lasso di tempo trascorso invece che come esagerazione Frown), ai tempi di Liar per capirci. Louder Now era stato anche un album carino per quel periodo e aver sentito anni dopo il nuovo singolo Tidal Wave mi aveva fatto ben sperare in un disco che all’ascolto non provocasse la sensazione di stare abbracciato ad un secchio stracolmo di spazzatura con le mosche. Ed è per questo che mi sono messo ad ascoltarlo.

I primi secondi del brano Death Wolf con quell’organetto e quelle vocine alla Arcade Fire hanno ucciso per un istante ogni mio buon presentimento ma per fortuna al minuto 1 esatto mi hanno fatto ricredere. Grazie!
Tidal Wave è nel complesso un buon mix di canzoni più influenzate dal punk rock ad altre più alternative-indie e più vicine alle pseudo-ballate pop rock attuali.
Si trovano facilmente anche alcune canzoncine niente male, per me Call Come Running, In The Middle Of It all e la ballata pop rock Homecoming su tutte.

Non è tutto banana e cioccolato però, le canzoni sono tirate troppo per le lunghe risultando ripetitive e monotone. E i testi non aiutano di certo, troppo corti per brani così lunghi. I Felt It Too ne è l’esempio per eccellenza. Per me è meglio produrre un disco corto che uno allungato e stiracchiato (con tanto di silenzi infiniti alla fine dei brani) per superare a tutti i costi i 45 minuti.

Carlo Sibilia strikes again!

Scritto da diexx88 20 settembre 2016 Economia, Società

carletto

Capito?? NON FACCIAMOCI FREGAREEH!!11!!!

bravo

Si capisce già che sarà un gran post da quella formidabile, straordinaria e innovativa definizione di crisi geologica! Manca il suoloooh!!!11!!!!

AHAHAHAHAHAH

Comunque, giusto per gradire e rendere amaro lo screen sopra, Carlo Sibilia oltre che ad essere un deputato è anche una testa di spicco del M5S, è uno dei prescelti del fantomatico Direttorio, l’organo interno che dovrebbe coordinare e guidare tutto quanto il Movimento. In più, tanto per gradire, all’interno del Movimento è stato nominato responsabile Scuola e Università. AAAH che poesia!

Torna a scuola Sibilia, o guarda anche solo qualche telegionale.

Se vinceranno le future elezioni dovremo allacciare le cinture, si parte per destinazione Argentina!

Honestàh!

Scritto da diexx88 6 settembre 2016 Politica

Mentito sapendo di mentire: il 29 luglio, quando era consapevole già da 10 giorni dell’apertura del fascicolo sulla sua collaboratrice di punta, ha infatti detto: «Paola Muraro indagata? Non vorrei rispondere su supposizioni. Quando ci sarà qualcosa da dichiarare lo dichiareremo». Nessuna “supposizione”: la sindaca era tra le pochissime persone a conoscere l’esistenza dell’indagine, ma ha preferito sviare.

Una settimana dopo, il 5 agosto, alla domanda di un cronista che gli chiedeva cosa avrebbero fatto i Cinque Stelle «nel caso Muraro fosse indagata», il capogruppo grillino in Campidoglio Paolo Ferrara ha ribadito con sprezzo e ironia: «”Se fosse, se fosse”. Qui andiamo avanti con i “se fosse”. Vediamo giorno per giorno, Roma ha bisogno di lavorare. Poi vedremo che succederà, ma non credo che questa cosa accadrà».

Se è possibile che Ferrara non fosse al corrente dell’indagine perché anche lui come noi tenuto all’oscuro della faccenda, la Raggi smentisce l’esistenza di un avviso di garanzia anche il 10 agosto: «L’eventualità di un avviso di garanzia per Muraro è un’ipotesi al momento irreale. Se si dovesse verificare valuteremo». Una bugiarda impenitente, la neosindaca di Roma.

Che persino stamattina, in un’intervista al “Corriere della Sera”, ha confermato che l’assessore Muraro «mi ha garantito che non le è arrivato neanche un avviso di garanzia». Mentire è un peccato. Per i politici è un peccato grave. Ma per i politici che predicano trasparenza assoluta, rischia di essere un peccato capitale.

Articolo completo Qui

“Apriremo i palazzi di Governo come scatole di tonno!”
AHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAH

Se non altro i 5 Stelle un risultato l’hanno ottenuto: sindaca è diventato un termine d’uso comune.
Bravih i dipendenti onestih dei cittadini!

Che oggettivamente la sconfitta peggiore non sta arrivando dalle opposizioni ma direttamente dai vertici M5S. Dov’è il ferrotranviere Di Battista che con i cori HONESTAH! HONESTAH! ci ha scartravetrato i maroni per tutto l’ultimo anno? Prontoh Dibba??
Anzi no mi sbagliavo il Dibba è vivo, ho riesumato Facebook e ho letto che ha dato la colpa alle Olimpiadi AHAHAHAHAHAHAHAHAH

(Qua si ride, ma sarebbe una tragedia se dovessero mai andare al Governo)

CrWeKkMXEAAr-gS

Recensione album blink-182 – California

Scritto da diexx88 5 luglio 2016 Musica

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1. Cynical
2. Bored to Death
3. She’s out of Her Mind
4. Los Angeles
5. Sober
6. Built This Pool
7. No Future
8. Home Is Such a Lonely Place
9. Kings of the Weekend
10. Teenage Satellites
11. Left Alone
12. Rabbit Hole
13. San Diego
14. The Only Thing That Matters
15. California
16. Brohemian Rhapsody

I blink-182 da quando si sono riuniti nel 2009, mi hanno sempre fatto la tenerezza di Jerry Calà che a 60 anni suonati va ancora per locali a gridare Libidine!.
Oppure la stessa tenerezza che ho provato nel vedere Jerry Only seduto nel tour bus con occhiali da anziano e deadlock posticcio.
Mark Hoppus che, con la faccia segnata dal tempo, se ne va in giro con bermuda e cresta a 44 anni a canticchiare ritornelli banali per ragazzi che potrebbero tranquillamente essere i figli è inguardabile. Travis Barker, per come si è piazzato, se mi sbucasse davanti di notte mi metterei a correre veloce come il vento, dopo avergli lanciato il portafoglio.
Di Matt Skiba c’è poco da dire, spero abbia un qualche accordo con la Durex per la fornitura di gel lubrificante visto quanto sta dando via il culo.

Col Gaviscon preso, mi appresto a sentire California.
La traccia di apertura è Cynical che mi spiazza, a parte i primi 37 secondi merdosi dove sentiamo pure la voce doppia alla Eiffel 65, è una bella canzone. Lo so, mi rendo conto di cosa ho detto. Ma bisogna essere oggettivi, è una bella canzone veloce – ad eccezione di quei pessimi woohoohooho – e senza quei giri di merda di batteria.
Bored To Death manco la commento, Adam Song rivista 17 anni dopo con delle liriche del cazzo, Life is too short to last long. Ma andate a fare in culo! [cit. Emilio Fede]
She’s Out Of Her Mind altro brano poppeggiante pieno di a-a-a-a-a, wooo oh oh ohhh oh e yeah e di altre frasettine buttate li alla cazzo di cane.
Los Angeles è un’accozzaglia di ritmi, Sober ha un bellissimo ed articolato ritornello che fa nananananana e ha un bel testo da 16enne che si scola i Bacardi in gelateria, aah che poesia!
No Future mi attirava dal titolo, pensavo fosse una canzone un po’ più seria e ragionata, ma manco per sogno. Il verso parla di una ragazza, mentre nel ritornello buttano a bomba la frase Yeah, they don’t care about you (No future). Ma a loro chi? E poi Let the music seal your fate, se la musica in questione è questa, statemi lontano.
Kings Of The Weekend, tralasciando il testo orripilante e la melodia alla Giro Giro Tondo del ritornello, mi piace come canzone. Anche se ho tralasciato testo e melodia, quindi non so bene cosa mi piace di questa canzone. In Rabbit Hole ci vedo solo una pseudo colonna sonora di un remake malriuscito di Alice nel paese delle meraviglie.
In San Diego troviamo ancora quel cavolo di arpeggio di chitarra ma la canzone la posso anche mettere tra le salvabili, se non altro si riesce a capire di che diavolo stanno parlando a differenza di The Only Thing That Matters che si tiene in piedi solo grazie alle rime. California, altra ode alle loro terre manco fossero John Denver, è una lagna che non finisce più.

Sarò anche partito preventuto, ma questo è un album che non è possibile non definire una merda.
Ho letto recensioni su altri siti – dove hanno scritto tutto tranne che una recensione visto che dell’album hanno parlato per una riga – dare voto 4/5 o 5/5 all’album. Seriamente?
Quello che mi ha colpito è l’impegno che hanno messo nello scrivere testi del cazzo. E nella loro cazzosità sono pure riusciti a renderli ripetitivi. Sulle melodie pop o sul fatto che a 40 anni suonati siano rimasti impantanati nel 1999 si può stare a discutere da qua a Capodanno. Resta un qualcosa di soggettivo che può piacere o meno. Ma su i testi non si può, quelli sono lì nero su bianco.

Avrei preferito fossero usciti con un disco di merda ma originale, più maturo ed adatto a loro. Non che mi fregasse chissà cosa sentire un buon lavoro da parte loro, come vivevo bene ieri vivrò benissimo anche domani.
Ma giusto oggi mi è capitato tra le mani il nuovo singolo dei Taking Back Sunday, che ascolticchiavo a 17 anni e che manco mi ricordavo più della loro esistenza.
Beh il nuovo singolo ha poco in comune con i vecchi album della band. Certo, alla fine può piacere o meno, può scontentare o meno i vecchi fans. Ma cazzo se non altro ci hanno provato e non si sono limitati a galleggiare come merdine. Ecco è colpa dei Taking Back Sunday se sono così incarognito con i blink-182. E con Jerry Calà!

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