Recensione album blink-182 – California

Scritto da diexx88 5 luglio 2016 Musica

blink182california

1. Cynical
2. Bored to Death
3. She’s out of Her Mind
4. Los Angeles
5. Sober
6. Built This Pool
7. No Future
8. Home Is Such a Lonely Place
9. Kings of the Weekend
10. Teenage Satellites
11. Left Alone
12. Rabbit Hole
13. San Diego
14. The Only Thing That Matters
15. California
16. Brohemian Rhapsody

I blink-182 da quando si sono riuniti nel 2009, mi hanno sempre fatto la tenerezza di Jerry Calà che a 60 anni suonati va ancora per locali a gridare Libidine!.
Oppure la stessa tenerezza che ho provato nel vedere Jerry Only seduto nel tour bus con occhiali da anziano e deadlock posticcio.
Mark Hoppus che, con la faccia segnata dal tempo, se ne va in giro con bermuda e cresta a 44 anni a canticchiare ritornelli banali per ragazzi che potrebbero tranquillamente essere i figli è inguardabile. Travis Barker, per come si è piazzato, se mi sbucasse davanti di notte mi metterei a correre veloce come il vento, dopo avergli lanciato il portafoglio.
Di Matt Skiba c’è poco da dire, spero abbia un qualche accordo con la Durex per la fornitura di gel lubrificante visto quanto sta dando via il culo.

Col Gaviscon preso, mi appresto a sentire California.
La traccia di apertura è Cynical che mi spiazza, a parte i primi 37 secondi merdosi dove sentiamo pure la voce doppia alla Eiffel 65, è una bella canzone. Lo so, mi rendo conto di cosa ho detto. Ma bisogna essere oggettivi, è una bella canzone veloce – ad eccezione di quei pessimi woohoohooho – e senza quei giri di merda di batteria.
Bored To Death manco la commento, Adam Song rivista 17 anni dopo con delle liriche del cazzo, Life is too short to last long. Ma andate a fare in culo! [cit. Emilio Fede]
She’s Out Of Her Mind altro brano poppeggiante pieno di a-a-a-a-a, wooo oh oh ohhh oh e yeah e di altre frasettine buttate li alla cazzo di cane.
Los Angeles è un’accozzaglia di ritmi, Sober ha un bellissimo ed articolato ritornello che fa nananananana e ha un bel testo da 16enne che si scola i Bacardi in gelateria, aah che poesia!
No Future mi attirava dal titolo, pensavo fosse una canzone un po’ più seria e ragionata, ma manco per sogno. Il verso parla di una ragazza, mentre nel ritornello buttano a bomba la frase Yeah, they don’t care about you (No future). Ma a loro chi? E poi Let the music seal your fate, se la musica in questione è questa, statemi lontano.
Kings Of The Weekend, tralasciando il testo orripilante e la melodia alla Giro Giro Tondo del ritornello, mi piace come canzone. Anche se ho tralasciato testo e melodia, quindi non so bene cosa mi piace di questa canzone. In Rabbit Hole ci vedo solo una pseudo colonna sonora di un remake malriuscito di Alice nel paese delle meraviglie.
In San Diego troviamo ancora quel cavolo di arpeggio di chitarra ma la canzone la posso anche mettere tra le salvabili, se non altro si riesce a capire di che diavolo stanno parlando a differenza di The Only Thing That Matters che si tiene in piedi solo grazie alle rime. California, altra ode alle loro terre manco fossero John Denver, è una lagna che non finisce più.

Sarò anche partito preventuto, ma questo è un album che non è possibile non definire una merda.
Ho letto recensioni su altri siti – dove hanno scritto tutto tranne che una recensione visto che dell’album hanno parlato per una riga – dare voto 4/5 o 5/5 all’album. Seriamente?
Quello che mi ha colpito è l’impegno che hanno messo nello scrivere testi del cazzo. E nella loro cazzosità sono pure riusciti a renderli ripetitivi. Sulle melodie pop o sul fatto che a 40 anni suonati siano rimasti impantanati nel 1999 si può stare a discutere da qua a Capodanno. Resta un qualcosa di soggettivo che può piacere o meno. Ma su i testi non si può, quelli sono lì nero su bianco.

Avrei preferito fossero usciti con un disco di merda ma originale, più maturo ed adatto a loro. Non che mi fregasse chissà cosa sentire un buon lavoro da parte loro, come vivevo bene ieri vivrò benissimo anche domani.
Ma giusto oggi mi è capitato tra le mani il nuovo singolo dei Taking Back Sunday, che ascolticchiavo a 17 anni e che manco mi ricordavo più della loro esistenza.
Beh il nuovo singolo ha poco in comune con i vecchi album della band. Certo, alla fine può piacere o meno, può scontentare o meno i vecchi fans. Ma cazzo se non altro ci hanno provato e non si sono limitati a galleggiare come merdine. Ecco è colpa dei Taking Back Sunday se sono così incarognito con i blink-182. E con Jerry Calà!

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Nigel Farange

Scritto da diexx88 4 luglio 2016 Politica, Società

Nigel Farange: l’uomo che ha incassato per anni insulti, sconfitte e sbeffeggiamenti per le sue idee contro l’Europa e pro indipendenza della Gran Bretagna;
l’uomo che ha lottato per anni, speso tutte le sue forze per promuovere l’uscita della Gran Bretagna dall’UE e si è svenato per propagandare il referendum di giugno;
l’uomo che dopo aver sudato di lavoro finalmente ha ottenuto dal referendum ciò che desiderava dal profondo del suo cuore inglese, …si è dimesso dalla carica di leader dell’UKIP AHAHAHAAHAHA

Complimenti amici inglesi, siete stati i numeri 1 ad affidarvi ad un personaggio così competente e professionale.
Che poi Farange è stato l’ultimo a tirarsi indietro. Ora che tutti gli euroscettici dovrebbero fare a botte per guidare da vincitori la nazione fuori dall’UE, si stanno tutti tirando indietro.

Ah, noi ridiamo poco che Farange è il famoso Farange appoggiato (con motivazioni al limite dell’assurdo) dal nostro M5S AHAHAHAAHAHA x2

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Sum 41 – Fake My Own Death (Official Music Video)

Scritto da diexx88 30 giugno 2016 Musica

Che post potevo scegliere per riesumare il blog se non la nuova canzone dei risorti Sum 41? E’ davvero un piacere rivedere il vecchio Baksh!
Vedremo il 7 ottobre 2016 quando uscirà il nuovo album ’13 Voices’ cosa cacheranno fuori. Probabilmente porcherie.
Davvero peccato però che nella canzone non ci sia alcuna traccia di frasi filosofiche alla life is too short to last long! Sarebbe stata decisamente più bella.

Nota di merito nel video al Bill Cosby chef!

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